Quando guardiamo il mondo della moda, vediamo sempre le stesse cose: sfilate patinate, capi di lusso, capsule collection “sostenibili”. Ma basta cambiare angolazione per vedere altro. È ciò che ha fatto Anna Fiscale, spinta dall’irrequietezza dei suoi vent’anni, quando nel 2013 ha scelto di fondare Progetto QUID.
Siamo nel laboratorio di produzione di Quid, a Verona. Dietro una macchina per bordare le borse c’è Bouchra, arrivata dal Marocco con esperienza nella moda, nessuna negli accessori e senza conoscere la lingua. Qui ha imparato un nuovo mestiere e ha costruito relazioni durature. C’è Giovanni che, in Quid, ha trovato quello che molti cercano: spazio per crescere professionalmente e per continuare a coltivare le proprie passioni fuori dal lavoro. E poi ci sono volti, mani, sorrisi. Volti con storie complesse, mani che danzano sicure sui tessuti, e i sorrisi di chi, in quel laboratorio, si sente parte di qualcosa.
170 dipendenti, 23 nazionalità, l’82% donne. Sono queste le persone di Quid, legate tra loro da un filo invisibile, un passato segnato da percorsi di fragilità: disabilità, reclusione, migrazione, tratta, storie di dipendenza o esclusione dal lavoro. Nei laboratori di Progetto Quid a Verona, Padova e all’interno della casa circondariale di Montorio, eccedenze tessili e storie di riscatto si intrecciano, in una trama fitta che dà vita a qualcosa di unico.
Ciò che il sistema considera scarto diventa risorsa.
“Dare nuova vita a persone e tessuti” non è solo un claim, è il loro metodo. Le rimanenze tessili di altre aziende diventano materia prima di qualità, accessibile a costi ridotti. Le persone ai margini diventano professionisti formati, con un contratto e una prospettiva. Il risultato è una filiera che tiene insieme recupero, design e produzione ethically Made in Italy, ma soprattutto un’idea diversa di valore: ciò che il sistema considera scarto qui è prezioso.
Mentre camminiamo tra gli alti scaffali del magazzino tessuti e nei corridoi fitti del magazzino pelli, diventa chiaro che non stiamo raccontando solo un modello di impresa, ma un cambio di sguardo che incide su tutto ciò che tocca: il mondo del lavoro, il settore della moda, le vite delle persone.